Il viaggio comincia

Punto geografico capogranitola

Faro di Capo Granitola in inverno (veduta da nord).

"(...) mentre il bello produce direttamente un senso di esaltazione della vita, e perciò si può unire con le attrattive e con il gioco dell'immaginazione, il sublime invece è un piacere che ha una origine indiretta, cioè è prodotto dal senso di una momentanea sospensione, seguita subito dopo da una più forte effusione delle forze vitali e perciò, in quanto emozione, non mostra di essere un gioco, ma qualcosa di serio dell'impiego dell'immaginazione. Quindi il sublime non si può unire alle attrattive; e poichè l'animo non è semplicemente attratto dall'oggetto, ma alternativamente attratto e respinto, il piacere del sublime non è una gioia positiva, ma piuttosto contiene meraviglia e stima, cioè merita di essere chiamato un piacere negativo."

(I. Kant, La concezione del bello e dell'arte)


Ci sono luoghi reali, eppure capaci di un'esistenza distaccata, sospesa. Un'esistenza che trascende le ordinarie coordinate umane dello spazio e del tempo. Lì abita ciò che noi inconsapevolmente siamo: una nostalgia, la semplice nostalgia, in fondo, di un approdo sicuro nella traversata dell'esistenza perchè, in fondo, "nous sommes embarqués" (Pascal).


Punto geografico capogranitola

Punta Granitola (veduta da ponente).

Torretta-Granitola è fra questi luoghi per chi l'abbia incrociata nel viaggio verso la sua personale Itaca. E non importa se la ripartizione territoriale-amministrativa la voglia dal 1955 frazione di Campobello di Mazara [1] (a 12 km di distanza, in provincia di Trapani): Torretta è frazione - nel senso di parte integrante e non di appendice periferica - di molte esistenze...

Cuspide sud-occidentale della Sicilia, Capo Granitola scruta dapprima Pantelleria (a sole 55 miglia, le si staglia sull'orizzonte quando il cielo è terso) quindi la sponda tunisina (Capo Bon, la fortezza di Kelibia ad un centinaio di miglia...).

Progetto originale del faro di Capo Granitola (1861).

La palpebra del bianco faro (38 m.s.l.d.m., 153 interminabili gradini), eretto nel 1862, si apre per tre secondi ogni sette e lancia uno sguardo luminoso che buca l'orizzonte notturno per 23 miglia, allertando i naviganti affinchè si tengano alla larga dai bassi fondali.

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Faro di Capo Granitola in estate (veduta dal fronte mare).

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Faro di Capo Granitola al crepuscolo in autunno (veduta da ponente).

Poco più a levante, al largo delle infide secche di Punta Granitola, il Mediterraneo scatena le sue correnti, quei freddi flussi che, tra luglio e agosto, trascinano i tonni, ormai alla fine del loro viaggio d'amore, nuovamente oltre lo Stretto di Gibilterra.

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Veduta aerea del faro di Capo Granitola (la tonnara e il borgo a ponente).

Sbarchi di armate cartaginesi e arabe, antiche battaglie campali, torri e postazioni militari costruite per difendere la costa dai saraceni e dagli "Alleati", fari accesi per proteggere le navi dalle insidie dei fondali, naufragi di tutte le epoche, cave per erigere templi, torri e case. Un universo di suggestioni lontane nel tempo per apprezzare il senso della Torretta di oggi.